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E ANCORA NON SI CONOSCE L'IDENTITA' DEL VERO INQUINATORE DELL'AREA INDUSTRIALE DI BARLETTA

(TEMPO TRASCORSO DALLA PUBBLICAZIONE DELLO STUDIO IDROGEOLOGICO CNR/ARPA E DALLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEL RESPONSABILE DELL'INQUINAMENTO)

Timac Agro Italia presenta per il secondo anno consecutivo il proprio Bilancio di Sostenibilità. L’obiettivo è illustrare i risultati ottenuti dall’azienda nella promozione di uno sviluppo sostenibile, cioè di un’attività imprenditoriale compatibile con un contesto di lavoro confortevole e positivo, con la salvaguardia dell’ambiente, del territorio e dell’intero ecosistema che ci circonda.

Nel corso del 2016, Timac Agro Italia ha consolidato gli impegni già assunti in passato verso il raggiungimento di una sostenibilità sociale e ambientale. Gli interlocutori sociali e istituzionali di Timac hanno contribuito a definire gli obiettivi da raggiungere. A Barletta, per esempio, il Bilancio di Sostenibilità ha tenuto conto delle indicazioni offerte dall’allora presidente della Commissione Ambiente del Consiglio comunale, Filippo Caracciolo, che è stato il solo rappresentante istituzionale barlettano, tra tutti quelli coinvolti, a indicare le priorità di carattere ambientale e sociale che l’azienda avrebbe dovuto cercare di perseguire nel tempo.

In un’ottica di consolidamento del principio di sostenibilità ambientale, l’azienda ha confermato l’impegno a realizzare prodotti che salvaguardino la natura migliorando la nutrizione vegetale e permettendo così di soddisfare le esigenze alimentari della popolazione mondiale.

È stato colto a pieno, inoltre, l’obiettivo promesso da Timac con il Bilancio di sostenibilità 2015-2016: creare un’organizzazione trasparente capace di interloquire con gli enti locali, le autorità e l’opinione pubblica e sono state confermate le ottime performance delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’azienda, con l’ottenimento per il secondo anno consecutivo del prestigioso premio “Best Workplace”, conferito a Timac Agro Italia insieme ad altre aziende come American Express e Jaguar Land Rover.

Per realizzare il Bilancio di Sostenibilità 2017, relativo alle attività del 2016, sono state recepite le indicazioni fornite da 236 interlocutori dell’azienda (191 dipendenti, 34 clienti e 11 autorità, tra cui comuni, Arpa e associazioni locali), con l’obiettivo di un’impresa non chiusa in se stessa ma aperta al dialogo con la società e trasparente di fronte all’opinione pubblica.

Timac Agro Italia, in linea con i principi del Gruppo Roullier e sulla base dei questionari rivolti ai protagonisti delle istituzioni locali, compreso l’assessore Filippo Caracciolo, ha individuato quattro obiettivi fondamentali della propria attività: raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile; garantire condizioni di lavoro dignitose e compatibili con la crescita economica; incentivare l’innovazione e la ricerca scientifica; assicurare la responsabilità nel consumo e nella produzione.

Timac Agro Italia ha contribuito al miglioramento della nutrizione e alla promozione di un’agricoltura sostenibile grazie alla qualità dei propri prodotti, che soddisfano le necessità nutritive delle piante contribuendo al miglioramento progressivo del terreno e della qualità del suolo.

Il raggiungimento del secondo obiettivo – condizioni di lavoro dignitose e compatibili con la crescita economica – è garantito dal modello di business e dal piano industriale di Timac Agro Italia, che ha da sempre posto particolare attenzione al miglioramento della produttività con la diversificazione, l’aggiornamento tecnologico e l’innovazione. Insomma, al centro ci sono i lavoratori.

Per la realizzazione del terzo obiettivo (innovazione e ricerca scientifica), Timac Agro Italia può contare sul costante impegno dei propri team di ricerca, che lavorano in stretta collaborazione con università ed enti di ricerca nei diversi Paesi, e su nuovo centro di ricerca presente a Saint-Malo (Francia), il più grande istituto privato presente in Europa in questo settore. Quindi uno sguardo proteso al futuro.

Timac Agro Italia, infine, promuove la diminuzione degli sprechi alimentari grazie a modelli di business e di vendita che favoriscono la corretta nutrizione della pianta con una maggiore produttività agricola e una riduzione degli sprechi alimentari lungo le filiere di produzione (comprese le perdite post-raccolto). La tecnologia insita nei fertilizzanti Timac, inoltre, favorisce la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche riducendo il rilascio in aria, acqua e suolo, minimizzando gli effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente. Un impegno di alto valore etico per tutto il gruppo Roullier.

 

Investimenti

  • Ambientalizzazione e miglioramento delle condizioni di lavoro nel sito di Barletta: oltre 1 milione di euro negli ultimi tre anni (188.000 nel 2015, 450.000 nel 2016, 720.000 nel 2017)
  • Ammodernamento della sede di Ripalta Arpina
  • Investimento in comunicazione trasparente: 48.000 euro
  • Investimento in formazione: 50.000 euro

 

Clicca qui per scaricare il Bilancio di Sostenibilità di Timac Agro Italia.

“Timac è soddisfatta di poter annunciare l’ulteriore potenziamento della messa in sicurezza della falda acquifera. Non più un punto di pompaggio, ma tre, e un nuovo e più moderno sistema di trattamento delle acque, tutto reso possibile con il via libera concesso dagli enti locali in una recente Conferenza di servizi. Il nuovo meccanismo di pump and treat sarà vigilato da Arpa con periodici campionamenti di verifica”. E’ quanto hanno annunciato in conferenza stampa i legali dell’azienda del gruppo Roullier Francesco Salvi e Matteo Benozzo (studio legale Pavia e Ansaldo). “In questo modo – hanno aggiunto – Timac ottempera completamente a tutti gli interventi imposti dalla delibera regionale n. 206/2016 previsti per la MISO falda, dopo aver, come è noto, già concluso da mesi quelli relativi alla MISO suolo definiti/approvati dalla DD 329/2015. Pertanto Timac ha adempiuto a tutto quello che gli enti hanno previsto e richiesto all’azienda nell’iter di messa in sicurezza complessivo dello stabilimento di Barletta”.

I legali di Timac hanno inoltre fatto riferimento ai dati pubblicati recentemente sul monitoraggio ambientale di Barletta: “L’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nel suo ultimo report ribadisce ciò che diciamo da 444 giorni. Poiché non è stato possibile individuare l’identità dell’inquinatore, IRSA-CNR suggerisce di allargare l’area oggetto del monitoraggio ambientale, perché non si può affermare il principio per il quale non conta chi inquina realmente ma chi, secondo alcuni, può permettersi il costo di risanare l’inquinamento prodotto da altri”.

Nel corso della conferenza stampa, l’azienda ha reso noti i risultati degli ultimi accertamenti sull’impatto ambientale dello stabilimento: “I rilievi svolti da Arpa Umbria per Arpa Puglia hanno confermato le nostre certezze sulle emissioni in atmosfera, riscontrando ad esempio per le (tanto discusse) polveri valori ben 200 volte inferiori ai limiti di legge”, ha sottolineato l’ingegnere Cédric Vienet, direttore dello stabilimento Timac di Barletta.

“I dati dimostrano che anche l’impatto di Timac sul traffico di Via Trani è irrilevante”, ha ribadito l’ingegnere Giuseppe Lombardi, responsabile ambientale dello stabilimento. “Dai risultati del monitoraggio sulla mobilità urbana di Barletta, resi noti alcune settimane fa, emerge che nel tratto di via Trani si registra, tra entrata e uscita, un totale di 17.625 passaggi giornalieri, di cui 1.447 di mezzi pesanti. Da questi dati sono state tratte conclusioni totalmente infondate. A pieno regime produttivo, infatti, tra ingresso e uscita, Timacinduce un traffico complessivo di mezzi pesanti pari mediamente a 25 automezzi al giorno. Pertanto, conti alla mano, l’impatto del traffico di mezzi pesanti indotti dalla Timac rispetto al totale riportato nello studio è circa dell’1,83% dei mezzi pesanti complessivi (e pari allo 0,15% rispetto al totale dei transiti). Stranamente, però, la presenza di mezzi pesanti è stata associata solo a due aziende (tra cui Timac), mentre non si è parlato affatto delle consistenti movimentazioni logistiche prodotte da centri commerciali o da altre numerose aziende presenti nell’area industriale di via Trani”.

L’ingegner Lombardi ha infine illustrato gli ultimi risultati raggiunti dall’azienda nella riduzione del consumo idrico: “Nell’ormai propria ottica di sostenibilità ambientale, Timac ha operato con particolare impegno per la riduzione dei consumi idrici, investendo ad esempio nella performance degli impianti oltre che nella costruzione di nuove vasche per la raccolta delle acque di pioggia. Il risultato è che il consumo idrico si è ridotto di fatto di oltre il 50%. Un’ulteriore riduzione è attesa nei prossimi mesi quando sarà operativo l’ormai famoso pump and treat, che prevede il riutilizzo all’interno del processo produttivo delle acque emunte dai 3 piezometri, previo adeguato processo di trattamento”.

 

Di seguito i servizi video realizzati sulla conferenza stampa dalle principali emittenti televisive:

Teleregione Color:

 

Amica9Tv:

 

TeleNorba: http://www.norbaonline.it/od.asp?i=33576&puntata=Barletta,-la-Timac-messa-in-sicurezza&pr=SERVIZI%20TG

 

Timac Agro Italia convoca una conferenza stampa venerdì 8 settembre (ore 11) presso il proprio stabilimento di Barletta (Via Trani 21).

Durante l’incontro saranno forniti tutti gli ultimi aggiornamenti riguardanti il percorso di messa in sicurezza del sito.

All’incontro interverranno Andrea Camaiora (responsabile delle relazioni esterne dell’azienda), gli avvocati Matteo BenozzoFrancesco Bruno e Francesco Salvi (Studio legale Pavia e Ansaldo), Cédric Vienet (direttore dello stabilimento di Barletta) e l’ing. Giuseppe Lombardi (responsabile ambientale dello stabilimento).

Prendiamo atto con stupore e rammarico del modo con cui il Comitato Operazione aria pulita Bat ha voluto strumentalizzare politicamente un evento religioso, quale la processione liturgica in onore della Madonna dello Sterpeto, che l’intera città di Barletta da sempre vive con profonda devozione e spiritualità.

Ricordiamo al Comitato che è abitudine ormai risalente alla notte dei tempi che, ogni qualvolta la Madonna dello Sterpeto arrivi in città, la processione che la porta passi dallo stabilimento Timac di Via Trani e lì si fermi per una tappa e un momento di incontro con la popolazione, il sindaco e tutte le autorità locali. La tradizione si è ripetuta anche lo scorso primo maggio, con la partecipazione numerosa e sentita da parte dei fedeli e dei rappresentanti delle istituzioni locali.

Così profondo è il legame di Timac con la vita spirituale della città di Barletta che nel 2010 i dipendenti dello stabilimento hanno chiesto e ottenuto il permesso di costruire una piccola edicola all’interno dell’area produttiva, nella quale custodire una riproduzione del prezioso quadro della Madonna dello Sterpeto. Un angolo di sentita devozione che oggi rappresenta un ulteriore orgoglio dei lavoratori di Timac e di tutta la cittadinanza.

Riteniamo che spetti alle istituzioni e alla magistratura stabilire le modalità di svolgimento di processioni liturgiche e definire cosa sia lecito e non, e che questo compito non spetti invece a un comitato che si prefigge di rappresentare le istanze dei cittadini e che oggi dimostra di voler semplicemente sfruttare una circostanza religiosa per fare mera polemica politica. E’ da respingere al mittente, inoltre, qualsiasi allusione circa l’esistenza di “processi penali” nei confronti dell’azienda, dovuta evidentemente a scarsa conoscenza della materia giuridica, se non a vera e propria malafede.

Dispiace che questa volta l’opera di disinformazione messa in piedi da chi ha preteso di elevarsi ad alfiere della trasparenza abbia finito per toccare e strumentalizzare una vicenda religiosa che da sempre tocca le sfere più intime e spirituali dei cittadini di Barletta.

 

Timac Agro Italia convoca una conferenza stampa lunedì 3 aprile 2017 (ore 11) presso il proprio stabilimento di Barletta (Via Trani 21).

All’incontro interverranno gli avvocati Matteo Benozzo e Francesco Salvi (legali dell’azienda), Andrea Camaiora (responsabile delle relazioni esterne dell’azienda), l’ingegner Giuseppe Lombardi (responsabile ambientale dello stabilimento) e Cèdric Vienet (direttore dello stabilimento di Barletta).

Argomenti oggetto della conferenza stampa saranno:

1) implementazione dell’attività di bonifica della falda

2) stato del rapporto con gli enti locali e le autorità

3) recenti accertamenti Arpa, Asl e polizia locale

4) bonifica dell’area industriale di Barletta

5) progetto “Timac nelle scuole”

Per il secondo anno consecutivo, Timac Agro Italia ha ottenuto il riconoscimento “Best Workplace”. Con questo attestato l’azienda, che opera nel settore dei fertilizzanti con uno stabilimento a Barletta e uno a Ripalta Arpina, viene riconosciuta come uno dei migliori ambienti di lavoro in Italia anche nel 2017.

Il titolo di “miglior ambiente lavorativo” viene assegnato ogni anno dall’istituto di ricerca americano Great Place to Work Institute, considerato tra i maggiori esperti mondiali nella valutazione degli ambienti di lavoro. Le liste dei migliori ambienti di lavoro sono elaborate in modo completamente indipendente attraverso un’indagine che coinvolge tutti i dipendenti.

Anche in questa occasione, i lavoratori di Timac Agro Italia sono stati invitati a compilare il questionario anonimo costituito da oltre 70 domande inerenti molti argomenti che caratterizzano l’ambiente di lavoro tra cui il rispetto, l’equità, il senso di appartenenza, la collaborazione e il livello di innovazione dell’azienda. Anche quest’anno l’indagine è stata un successo, sia in termini di partecipazione che di risultati, dai quali emergono sentimenti di grande fiducia verso l’azienda, orgoglio di appartenenza e credibilità del management.

“Ci riempie di soddisfazione – dice Pierluigi Sassi, amministratore delegato di Timac – vedere confermato dai nostri dipendenti che abbiamo tutti insieme saputo costruire un luogo di lavoro stimolante, in cui ci si sente valorizzati e nel quale si opera serenamente e in sicurezza. Il riconoscimento è ancora più significativo se si pensa che Timac è spesso sotto i riflettori. Questo premio è un ulteriore stimolo ad andare avanti nella direzione intrapresa, con tutto il nostro impegno”.

Scarica l'allegato per leggere l'articolo completo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 14 marzo 2017.

Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Trani, Angela Schiralli ha accolto l’istanza presentata dai legali di Timac – i professori Matteo Benozzo e Francesco Bruno (studio legale Pavia e Ansaldo) – per la proroga del provvedimento di sequestro con obbligo di bonifica emanato dalla procura lo scorso giugno. Il nuovo termine è fissato al 31 marzo 2017.

Il provvedimento di proroga, che ha trovato il parere favorevole del pubblico ministero Silvia Curione, è stato concesso dal giudice “per dar modo all’impresa di ottenere dagli enti pubblici” il via libera definitivo sulle attività già compiute da Timac relativamente a suolo e falda “in ottemperanza a quanto richiesto dagli stessi enti e dalla procura”.

La nuova proroga, in altre parole, è stata concessa per consentire agli enti locali e a Timac di portare a completamento la procedura amministrativa, in corso da tempo, sulle attività di messa in sicurezza dell’area su cui sorge lo stabilimento.

È necessaria a questo punto una presa di coscienza e responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti nel procedimento. Il fatto che, con grande senso di responsabilità e rispetto per la posizione di una realtà produttiva e per centinaia di lavoratori, la magistratura abbia concesso un’ulteriore proroga non significa che ci si debba adagiare per due mesi sugli allori e questa come altre vicende italiane dimostra che di rinvio in rinvio si rischia di perdere anni di tempo.

Ieri, giovedì 22 dicembre, Timac Agro Italia ha tenuto una conferenza stampa presso la sede della Confindustria BAT a Barletta. Durante l’incontro sono intervenuti Andrea Camaiora (responsabile delle relazioni esterne dell’azienda), Simona Togni (responsabile del settore Operazioni), il direttore dello stabilimento di Barletta, Cèdric Vienet, e l’ing. Giuseppe Lombardi (responsabile ambientale dello stabilimento di Barletta). Erano presenti, inoltre, il direttore di Confindustria Puglia, Vittorio Colangiuli, il presidente della sezione chimica della Confindustria Bari-BAT, Sigfrido Cappa, e il presidente della Confindustria BAT, Sergio Fontana.

Durante la conferenza stampa sono state ulteriormente chiarite le modalità con cui l’azienda sta portando avanti l’operazione di pump and stock per la messa in sicurezza della falda. L'operazione consiste nell’emungimento dell’acqua di falda nei punti in cui si rilevano valori anomali, un successivo deposito temporaneo (stoccaggio) e una fase finale di smaltimento presso impianti di trattamento esterni.

Nell’incontro è stata annunciata anche un’altra importante novità relativa all’elaborazione del Bilancio di Sostenibilità 2016: se, infatti, per l’elaborazione del Bilancio di Sostenibilità dello scorso anno, Timac aveva consultato i dipendenti dell’azienda, quest’anno l’indagine delle istanze degli interlocutori sociali e istituzionali sarà ampliata fino a includere anche i clienti e i rappresentanti degli enti locali, che saranno chiamati nelle prossime settimane a esprimere le proprie opinioni sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’azienda. Si tratta, dunque, di un’ulteriore apertura di Timac ai soggetti protagonisti della vita della comunità barlettana. Un’apertura che verrà consolidata nella redazione del Bilancio di Sostenibilità 2017, in occasione della quale Timac punta a coinvolgere anche gli operatori del mondo dell’informazione.

Il servizio video realizzato sulla conferenza stampa da TeleSveva:

Il servizio video di TeleNorba: http://www.norbaonline.it/od.asp?i=15697&puntata=Barletta:-terminate-operazioni-bonifica-Timac&pr=SERVIZI%20TG

Timac Agro Italia convoca una conferenza stampa giovedì 22 dicembre 2016 (ore 11) presso la sede Confindustria BAT a Barletta (Via della Misericordia 34).

All’incontro interverranno Andrea Camaiora (responsabile delle relazioni esterne dell’azienda), i professori Matteo Benozzo e Francesco Bruno (legali dell’azienda), Simona Togni (responsabile del settore Operazioni dell’azienda), il direttore dello stabilimento di Barletta, Cèdric Vienet, e l’ing. Giuseppe Lombardi (responsabile ambientale dello stabilimento di Barletta).

Parteciperanno inoltre il presidente della sezione chimica della Confindustria Bari-BAT, Sigfrido Cappa, e il presidente della Confindustria BAT, Sergio Fontana.

Argomenti oggetto della conferenza stampa saranno:

  1. Bilancio di sostenibilità 2016: la novità del coinvolgimento degli enti locali 
  2. Pump and stock
  3. Studio idrogeologico e prossime iniziative dell’azienda

L’incontro avrà una durata di 35-40 minuti.

Mentre c'è chi straparla di inquinamento, aria irrespirabile e superamento dei limiti di emissione previsti dalla legge, c'è chi come noi può rispondere con la forza della verità e dei fatti.

La verità è che negli ultimi giorni Timac è stata oggetto di ben due accertamenti da parte di carabinieri e polizia locale per l'ispezione dello stabilimento. I fatti sono i documenti che riportiamo e che dimostrano, ancora una volta, che abbiamo le carte in regola. Altri possono vantare lo stesso?

Forse anziché concentrarsi sempre e solo su Timac, si potrebbe cercare inquinamento e violazioni di legge da qualche altra parte.

 

Venerdì mattina Timac Agro Italia ha tenuto una conferenza stampa presso lo stabilimento di Barletta con la presenza del direttore dello stabilimento, Cèdric Vienet, del responsabile ambientale, Giuseppe Lombardi, del legale dell’azienda, professor Francesco Bruno (esperto in diritto ambientale), e del responsabile delle relazioni esterne, Andrea Camaiora.

Durante l’incontro sono state illustrate tutte le ultime novità sulla concessione della proroga al sequestro dello stabilimento da parte della magistratura, sul ruolo rivestito dagli enti locali nella vicenda Timac e nella bonifica dell’area industriale di Barletta, e sulla questione delle emissioni di vapore acqueo.

Nella conferenza stampa è anche stata annunciata una grande novità riguardante questo blog, cioè l’inserimento di un contatore in evidenza che segna il tempo trascorso dalla pubblicazione dello studio idrogeologico Cnr-Arpa, che ha escluso ogni responsabilità di Timac nell’inquinamento dell’area (ma al quale non ha fatto seguito l’individuazione dei veri responsabili dell’inquinamento da parte degli enti locali). Al termine della conferenza stampa, i giornalisti sono stati accompagnati in una visita dello stabilimento.

Di seguito i servizi video realizzati sulla conferenza stampa dalle principali emittenti televisive e online.

 

TeleSveva:

 

Teleregione Color:

 

Amica9Tv:

 

News24City:

 

TeleNorba: http://www.norbaonline.it/od.asp?i=11324&puntata=Barletta,-la-Timac-non-inquina

Timac Agro Italia convoca una conferenza stampa venerdì 21 ottobre (ore 11) presso il proprio stabilimento di Barletta (Via Trani 21). All’incontro interverranno i legali di Timac – professori Matteo Benozzo e Francesco Bruno –, il responsabile ambientale dello stabilimento di Barletta, ing. Giuseppe Lombardi, e il responsabile delle relazioni esterne dell’azienda, Andrea Camaiora. Argomenti oggetto della conferenza stampa saranno:

1) concessione della proroga al sequestro dello stabilimento da parte della magistratura;

2) bonifica dell’area industriale di Barletta e ruolo degli enti locali;

3) emissioni di vapore acqueo;

4) novità riguardanti il blog "Le ragioni di Timac".

Al termine della conferenza stampa, i giornalisti invitati avranno la possibilità di effettuare una visita dello stabilimento.

In merito ai chiarimenti richiesti dai comitati sui cosiddetti ‘fumi’ provenienti dalla nostra azienda, vogliamo chiarire una volta per tutte la situazione. Come già spiegato in occasioni precedenti, ciò che fuoriesce dai camini del nostro stabilimento è solo e soltanto vapore acqueo, che normalmente durante le giornate calde e secche non è visibile, ma che incontrando un’atmosfera fredda e umida (caratteristica delle stagioni autunnali e invernali) si raffredda subendo una parziale condensazione facendo diventare visibili questi pennacchi, appunto, di vapore acqueo.

A rassicurare tutti sulla natura innocua del vapore ci sono anche i risultati di ben sei mesi di indagini svolte dalla procura con telecamere a infrarossi puntate sui nostri camini: i dati riportati nella relazione tecnica adottata dai magistrati sgomberano il campo da qualunque collegamento tra l’operato di Timac e l’inquinamento dell’aria. E questo senza contare i periodici rilevamenti di Arpa.

Anziché dunque gridare ‘al lupo al lupo’ all’indirizzo sbagliato, bisognerebbe pretendere di arrivare in fondo alla questione centrale dell’inquinamento a Barletta, proseguendo sulla strada intrapresa con lo studio idrogeologico curato dal Cnr, accertando finalmente, una volta per tutte, chi sia il vero responsabile dell’inquinamento dell’area. E ciò tanto più visto che, come dichiarato anche proprio di recente dalla magistratura, il processo di messa in sicurezza dello stabilimento Timac è ormai solidamente incardinato.

È dunque curioso che ancora oggi all’attenzione di comitati e stampa vi sia la nostra azienda, mentre sull’identità del vero inquinatore dell’area regnano sovrani il mistero, la disinformazione e l’omertà. Per parte nostra, come ci viene sempre più spesso riconosciuto, anche dai comitati, siamo sempre disponibili a fare tutto il necessario per bene operare. Siamo seriamente impegnati, da un lato, per dimostrare alla magistratura che ha ben riposto la sua fiducia nei nostri confronti e, dall’altro, per fugare ogni dubbio e perplessità sul nostro ciclo produttivo e sulle nostre attività, così come abbiamo fatto anche oggi a proposito delle emissioni di vapore. Pensiamo che Timac sia un’azienda che a Barletta si è contraddistinta per capacità di dialogo e volontà di trasparenza.

Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Trani, Angela Schiralli, dando atto a Timac delle attività in corso di bonifica e messa in sicurezza, ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’azienda – i professori Matteo Benozzo e Francesco Bruno (Studio legale Pavia e Ansaldo) – per la proroga del provvedimento di sequestro con obbligo di bonifica emanato dalla procura lo scorso giugno, aggiornando la data in sequestro (20 settembre 2016) al 31 gennaio 2017.

La scadenza del provvedimento avverrà dunque dopo l’udienza fissata dal Tar al prossimo 11 gennaio 2017 sulla illegittimità delle due ordinanze che erano state emesse dalla Provincia sotto la presidenza di Francesco Spina e che sono state mantenute sotto la presidenza di Giuseppe Corrado, provvedimenti per i quali Timac ha chiesto e ottenuto nelle scorse settimane la fissazione immediata della discussione di merito. L’istanza di proroga del sequestro, ora accolta dal gip, è stata presentata da Timac proprio sulla scorta della fissazione dell’udienza al Tar e dei continui ostracismi del settore VIII ambiente e rifiuti della Provincia all'ultimazione delle attività di bonifica che l’azienda ha assunto l'impegno sociale di eseguire pur essendo estranea all'origine dei relativi inquinamenti.

Merita di essere sottolineato come il provvedimento del gip sulla proroga abbia trovato parere favorevole da parte del pubblico ministero, così come appare significativo sottolineare che il provvedimento di proroga dia atto all’azienda di stare operando per il completamento della «bonifica dell’area, già avviata secondo le modalità rappresentate»”. Coniugare ambiente e sviluppo resta la nostra stella polare. Intendiamo operare concretamente nel merito per rispettare la decisione della magistratura, che ringraziamo per la correttezza e la tempestività dei provvedimenti assunti.

L’azienda ha operato su più fronti, realizzando le “MISO” sul suolo-sottosuolo, impermeabilizzando tutto lo stabilimento e offrendo una messa in sicurezza della falda proposta e accolta in Conferenza di Servizi, che richiederebbe un pump and treat (ovvero un sistema di emungimento delle acque di falda e successivo loro trattamento) che per la sua attivazione la Regione ha deciso di sottoporre al parere di tre enti: Asl, Arpa e Provincia, quest'ultima in qualità di autorità Aia.

Ebbene, Asl ha risposto favorevolmente, lo stesso ha fatto Arpa. La Provincia invece ha mantenuto il proprio solito atteggiamento verso Timac proseguendo nel tergiversare e nel rifiutare di assumersi, come gli altri enti, le proprie responsabilità, sollevando problemi burocratici assurdi e inapplicabili, senza fornire le risposte che sarebbero di sua competenza e mostrando in questo senso una radicale, inspiegabile e irresponsabile linea rispetto a quella tenuta da tutti gli altri enti chiamati ad esprimersi su questa vicenda. Timac sta dunque rivolgendosi alla giustizia amministrativa per ricevere quelle risposte che ha cercato ripetutamente e inutilmente nell’arco di mesi di ottenere dagli enti preposti, con un evidente danno nei confronti dell’azienda e della comunità locale e accumulando un inutile ritardo.

Le forti piogge delle ultime ore hanno causato pesanti danni alla città di Barletta, provocando allagamenti, smottamenti e interruzioni delle linee di viabilità. Anche lo stabilimento Timac, purtroppo, è stato interessato dagli straordinari eventi atmosferici. L’acqua copiosa che è precipitata si è raccolta nell’apposita vasca di contenimento, ma le acque piovane in eccesso hanno continuato a precipitare invadendo i piazzali dello stabilimento per poi tracimare.

Se le cose non sono ulteriormente peggiorate è merito dell’intervento “muscolare” e pronto posto in essere dal personale di Timac: pompe idrauliche, autocisterne e altre azioni di contrasto, con i conseguenti ingenti costi.

L’acqua parzialmente fuoriuscita dallo stabilimento dal lato di Via Misericordia è acqua piovana allo stato puro. Pur essendosi attivata immediatamente per segnalare l’accaduto a enti locali, polizia municipale e vigili del fuoco, Timac è tuttavia costretta a rilevare nuovamente la grave inerzia di una parte delle amministrazioni locali.

La messa in sicurezza dello stabilimento, concordata con gli enti pubblici, prevedeva, tra le altre cose, l’impermeabilizzazione dei terreni. Gli enti l’hanno chiesta e Timac l’ha realizzata segnalando però prontamente, da mesi ormai, che senza un conferimento delle acque piovane in fognatura si sarebbero verificati i problemi che puntualmente hanno iniziato a manifestarsi. E così, a distanza di mesi dalla richiesta di autorizzazione, nonostante il periodico emergere del problema e i ripetuti solleciti di Timac, il permesso non è ancora stato concesso dalla Provincia.

 

Anche in situazioni spiacevoli come queste, dunque, Timac intende agire nella massima trasparenza, per questo pubblichiamo alcuni video e foto di quanto accaduto.

Il video che segue mostra la situazione questa mattina all'esterno del lato dello stabilimento in Via Misericordia:

 

In questo video è invece possibile prendere atto di come l'allagamento sia stato generalizzato in tutta la città di Barletta, tanto che la polizia municipale ha dovuto procedere con la chiusura di Via Trani:

 

Un tombino in Via Misericordia da cui si evince il sovraccarico idraulico dovuto all'eccezionalità dell'evento:

 

La situazione della vasca di raccolta dell'acqua piovana sul lato di Via Misericordia:

Il prossimo venerdì 9 settembre, alle ore 16:00, Timac Agro Italia presenterà in una conferenza stampa presso "Il Brigantino" (Viale Regina Elena, 84, 70051 Barletta), il Bilancio di Sostenibilità 2015, uno strumento di rendicontazione e trasparenza con cui l’azienda intende illustrare a dipendenti, clienti, azionisti, media, amministrazioni pubbliche e soprattutto i cittadini della città di Barletta, i risultati ottenuti nello scorso anno per la promozione di uno sviluppo sostenibile.

Ecco l'invito all'evento:

“Noi desideriamo lavorare serenamente, per questo ci interessa continuare a produrre, ad assumere persone, così come l’azienda sta facendo nonostante la crisi economica, e per questo ci siamo sempre messi a disposizione delle richieste degli enti locali”, è quanto dichiara Andrea Camaiora, portavoce di Timac Agro Italia in un’intervista ad Amica9 Tv.

Abbiamo messo a disposizione le risorse per sostenere lo sforzo economico degli studi di CNR e Arpa, e questi hanno confermato ciò che noi avevamo sempre detto e che avevamo accertato con uno studio privato, e cioè che l’inquinamento non proviene da Timac, ma alle spalle dello stabilimento” prosegue il portavoce di Timac Agro.

“Ci è stato chiesto di fare un intervento di messa in sicurezza del suolo e abbiamo speso 600mila euro per l’impermeabilizzazione e gli altri interventi. Abbiamo chiesto e ottenuto anche l’approvazione del piano di bonifica della falda, che ci costerà molto ma verrà realizzato, sperando che qualcuno prima o poi ci rifondi dei grandi danni subiti in questi mesi per un inquinamento non prodotto da noi ma di cui noi, per collaborare lealmente con la città di Barletta, ci siamo sobbarcati” conclude.

Clicca sul video per guardare l’intervista completa.

Ecco l’intervento completo del presidente della zona BAT di Confindustria, Sergio Fontana, sulla vicenda di Timac Agro Italia, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 22 luglio 2016:

 

Difendere l’ambiente e, nello stesso tempo, valorizzare le imprese che creano ricchezza e occupazione; riqualificare l’area industriale con aree verdi e servizi; snellire la burocrazia stabilendo regole chiare e certe. Per Confindustria Bari e BAT è questa, in sintesi, la via da seguire per condurre il territorio di Barletta verso una ripresa sostenibile e duratura. 

 

Barletta ha un tessuto imprenditoriale importante, che fa di questa città il quarto Sistema Locale di Lavoro  pugliese (dopo Taranto, Bari e Brindisi), con un importante porto commerciale che movimenta un traffico superiore al milione di tonnellate all’anno grazie all’attività di grandi industrie che rappresentano una risorsa irrinunciabile per la comunità locale. Tutto questo  non può e non deve essere sacrificato per superficiali ideologismi e ambientalismi. 

 

L’industria è un valore per la città, che si può ben conciliare con la tutela dell’ambiente, cominciando a riqualificare ecologicamente i 300 ettari dell’area industriale di via Trani, attuando quanto già previsto dall’attuale Legge Urbanistica Nazionale, che prevede come requisito minimo obbligatorio la realizzazione di almeno 30 ettari a verde e servizi, requisito mai realizzato dalle passate Amministrazioni Comunali.

 

Le risorse per avviare tale recupero ambientale non mancano. Il Piano Operativo Regionale PO FESR PUGLIA 2014-20 prevede, infatti, anche la riqualificazione ecologica e paesaggistica delle aree produttive delle più importanti città medie industriali pugliesi (Taranto, Brindisi, Barletta, Trani). I finanziamenti europei sono volti a sostenere interventi per ridurre la pressione sull'ambiente e sulla salute, nonché per valorizzare le relazioni delle zone produttive con il territorio e con le attività commerciali, di servizio e culturali.

 

L’auspicio di Confindustria Bari e BAT è che l’Amministrazione comunale voglia cogliere l’occasione di tentare una strada condivisa che coniughi ambiente, imprese, aree verdi, nella consapevolezza che il futuro della città è fortemente legato alla sua solidità economico-produttiva. La zona industriale di Barletta vanta aziende eccellenti, il cui rispetto dell’ambiente è in alcuni casi garantito anche dalla certificazione ambientale volontaria ISO 14001. Le aziende serie sono la ricchezza della nostra terra, permettono di aumentare il Pil della Puglia, di pagare gli stipendi dei lavoratori, permettono di pagare le tasse con cui sostenere lo Stato Sociale.

 

Noi siamo fiduciosi che lo Stato, che è e deve essere al di sopra degli interessi di parte, attraverso la magistratura, con i suoi eventuali tre gradi di giudizio, garantisca il rispetto delle regole nel fare impresa. Perché un mercato senza regole non è un mercato, è una giungla, non è degno di una Paese avanzato come il nostro, come non lo è anche l’avversione cieca e antistorica verso chi fa impresa e crea benessere e lavoro.

 

Noi crediamo che conciliare impresa e ambiente è possibile. Un esempio è rappresentato dalla Timac, un’azienda presente nella zona industriale di Barletta, che ha uno stabilimento gemello, che produce gli stessi prodotti persino all’interno del parco naturale regionale dell’Adda, in provincia di Cremona.

 

Occorre tenere ben presente i tanti casi di aziende sostenibili che operano nel Paese e fare molta attenzione a non essere strumentalizzati da chi agita paure per interessi particolari, magari nel campo della speculazione edilizia.  L’importante è lavorare per conciliare la tutela dell’ambiente con la crescita delle imprese, attraverso il rispetto di regole chiare e certe e senza pregiudizi anti-industriali. L’invito è dunque a fare attenzione: l’opinione pubblica non deve essere strumentalizzata dalla politica con la ‘p’ minuscola, la politica populista in cerca di facili consensi. È troppo semplice dire “vogliamo sole, mare e turismo”, oppure “eliminiamo la zona industriale”, come se le due cose fossero incompatibili”.

 

Il tribunale del riesame di Trani ha respinto oggi il ricorso presentato da Timac Agro Italia contro il provvedimento di sequestro dello stabilimento di Barletta adottato dalla procura di Trani lo scorso 14 giugno, che prevede la facoltà d’uso dell’impianto.

Il tribunale del riesame di Trani conferma la decisione della procura di Trani nonostante vi siano svariate e molteplici ragioni per considerare illegittimo e immotivato un sequestro condizionato con facoltà d’uso riferito a un inquinamento mai prodotto dall’azienda e rispetto al quale, per giunta, Timac sta operando da tempo, come anche definitivamente deciso dalla Conferenza di servizi dell’11 luglio scorso, per una bonifica sia del suolo che della falda.

Pur stupiti e amareggiati da una decisione che a nostro giudizio non ha alcun fondamento, desideriamo per primi comunicare la notizia ai barlettani, in quello spirito di dialogo e trasparenza che ormai da tempo contraddistingue il rapporto che l’azienda ha con l’opinione pubblica e le istituzioni locali.

La battaglia per veder riconosciute le nostre ragioni non finisce qui. Non appena giungeranno le motivazioni del riesame ci rivolgeremo alla Cassazione. Nel frattempo, accelereremo l’istanza presentata al Tar contro le illegittime ordinanze della provincia, che già da tempo avrebbero dovuto essere ritirate. Inutile sottolineare come, ogni giorno che passa, questa situazione si incancrenisca sempre più, aggravando il carico di responsabilità di tutti gli attori coinvolti.

"Ancora una volta varie zone della città di Barletta hanno dovuto misurarsi con i gravi effetti di pesanti condizioni meteorologiche avverse. In particolare la violenza delle acque ha colpito le aree rimaste per lungo tempo prive di opere di urbanizzazione primarie a cui si sta provvedendo con la consapevolezza della fragilità del territorio e della dimensione dei rischi dei corsi d'acqua – dal Ciappetta Camaggio e gli altri canali fino all'Ofanto – che gravano sull'ambiente cittadino. In questa circostanza, il maltempo ha provocato anche il crollo di una parte del muro di cinta dell'azienda Timac Agro in via Misericordia". E' quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dal Comune di Barletta in seguito a quanto avvenuto ieri in via della Misericordia.

"Una volta esaurite le ordinarie capacità di stoccaggio delle acque meteoriche, nell'apposito invaso dell'impianto produttivo, le ulteriori piogge hanno colmato tutti gli spazi adiacenti disponibili, finendo così per riversare con il loro peso sulla superficie della fascia di terreno prospiciente via Misericordia, recentemente impermeabilizzata con teli plastificati, creando un effetto vasca di contenimento che, una volta colmata, ha fatto tracimare le acque verso il muro di via Misericordia. Nel frattempo, le acque si sono infiltrate nel suolo sottostante saturando il terrapieno e provocando una spinta tale da aprire una breccia nel muro esterno, già oggetto in passato dei lavori di allaccio dello stabilimento alla fognatura bianca. E' intervenuta prontamente la squadra di pronto intervento del Comune di Barletta, sia per l'organizzazione del traffico che per monitorare il fenomeno, coordinando gli interventi attivati dalla stessa TIMAC Agro anche per la rimozione dei detriti dalla sede viaria e la messa in sicurezza il tratto di muro interessato dal cedimento. La zona interessata dal fenomeno ha coinvolto quella parte di stabilimento oggetto di recenti lavori di realizzazione della vasca di accumulo delle acque di prima pioggia, dove – è opportuno precisare – localmente non si registrano inquinanti.

 

A seguito di un sopralluogo del sindaco Cascella e degli assessori Dimatteo e Divincenzo, l'Amministrazione per poter valutare l'accaduto ed eventuali azioni a tutela della salute pubblica ha chiesto, oltre al rapporto dei propri tecnici, anche una relazione dettagliata alla ditta TIMAC Agro sul fenomeno, gli interventi eseguiti, la qualità dei materiali fuorusciti e ogni altra indicazione in relazione al procedimento di messa in sicurezza operativa in atto in sede regionale".

Da Barletta Viva

Gli straordinari eventi atmosferici degli ultimi giorni hanno causato danni allo stabilimento Timac. Come era ampiamente prevedibile, e già più volte posto dall'azienda all'attenzione delle amministrazioni competenti, a seguito delle forti piogge si è verificato il cedimento di una porzione del muro perimetrale dell'azienda, sul lato di via della Misericordia.

‎L'acqua copiosa che sta precipitando in queste ore è stata prima raccolta dalla vasca di contenimento e gestita come previsto dalle procedure interne, ma le acque piovane in eccesso che hanno continuato a precipitare hanno invaso i piazzali dell'intero stabilimento provocando, a causa dell'impermeabilizzazione realizzata sul suolo (le MISO) su richiesta degli enti - provincia, comune, Arpa -, la rottura della porzione di muro per forti spinte idrostatiche e il conseguente sversamento d'acqua su via Misericordia.

Al momento della richiesta di tali MISO, l'azienda aveva chiesto di poter indirizzare le acque piovane in eccesso verso la fognatura, proprio per evitare l'effetto "piscina" che eventi meterologici simili a quello odierno avrebbero potuto comportare. A distanza di mesi dalla formalizzazione della richiesta di autorizzazione, però, il permesso allo scarico in fognatura delle acque piovane non è stato ancora concesso, nonostante i solleciti di Timac e la scelta di coinvolgere anche il prefetto sul rischio oggi concretizzato e che, cambiato - come a tutti noto - il regime delle piogge nel nostro territorio, riteniamo possa ripetersi in futuro con episodi ancora più dannosi.

Timac ha comunque immediatamente avvisato il sindaco dell'accaduto, allertando anche polizia municipale e vigili del fuoco per i controlli e le misure del caso. Il sindaco ha preso direttamente coscienza della situazione.

Come accertato dai componenti dell'ufficio tecnico comunale, che ancora in tarda mattinata erano presso lo stabilimento, in ogni caso l'acqua uscita dallo stabilimento è acqua piovana allo stato puro, quindi a tal proposito desideriamo tranquillizzare tutti.

Siamo dispiaciuti per gli eventuali disagi ma questo episodio dimostra quanto sia importante una risposta tempestiva degli enti alle richieste che vengono presentate e quanto, per converso, sia sempre più forte la collaborazione responsabile offerta da Timac nei confronti della comunità locale.

I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno emanato, lo scorso 8 luglio, una nota congiunta sull’incontro avvenuto una settimana prima con il sindaco di Barletta Pasquale Cascella attorno al rischio di perdita di posti di lavoro derivante dai recenti sviluppi giudiziari maturati su Timac.

Timac, hanno scritto i sindacati, è «un’azienda economicamente solida, con un livello di occupazione tra diretti e indiretti di oltre duecento unità lavorative, che si trova ad affrontare una possibile chiusura del sito, dovuta forse a responsabilità altrui». «Sia chiaro – prosegue la nota – noi non siamo per l’industria che inquina e uccide i cittadini e ancor prima i lavoratori. La nostra stella polare è che le produzioni devono essere compatibili con la salute la sicurezza e l’ambiente. Dove le aziende superano con le emissioni o gli scarichi le soglie della legge, sulla tutela della salute della collettività, devono provvedere a riportare i parametri sotto le soglie previste, se non lo fanno a quel punto possono anche essere chiuse, con buona pace di tutti. La Timac Agro ha sempre avuto corrette relazioni industriali e buoni rapporti con i dipendenti, ha sempre applicato il CCNL, una tra le poche aziende a Barletta a praticare la contrattazione di secondo livello, questo non ha nulla a che vedere con le questioni ambientali, ma ci dà il senso delle politiche aziendali».

Poi la critica al sindaco Cascella: «Il sindaco nell’incontro non ha fatto un solo accenno sul futuro di oltre 200 famiglie adesso coinvolte. In futuro potrebbero essere parecchie migliaia i posti di lavoro che saltano, qualora si dovesse attuare la delocalizzazione delle unità produttive presenti nell’area industriale per trasferirli in altre aree fuori dalla città. Il sindaco e la sua giunta forse sottovalutano che cacciando importanti realtà produttive locali si sta rischiando di procurare un danno alla società barlettana condannandola a perdere migliaia di posti di lavoro e redditi, creando di fatto le condizioni di disoccupazione diffusa e povertà del territorio».

I sindacati ricordano che l’incontro con il sindaco era stato chiesto da loro «per capire se l’amministrazione avesse a cuore la sorte di centinaia di lavoratori oppure no», ma sottolineano come nei giorni successivi sugli organi di informazione sia stata riportata solo la posizione del sindaco, «ovvero sviluppo sostenibile, partecipazione alla preparazione del PUG, bonifica, chiusura e delocalizzazione delle fabbriche, niente delle sorti dei lavoratori e delle loro famiglie».

“E’ questa indifferenza che ci preoccupa molto e la osteggeremo con tutti i mezzi disponibili, non escluso la mobilitazione dei lavoratori di tutta l’area industriale, affinché Timac e tutte le aziende presenti nell’area, con migliaia di posti di lavoro occupati, non siano sacrificate sull’altare di interessi speculativi ancora poco chiari» conclude la nota.

La Madonna dello Sterpeto è la patrona della città di Barletta. Si tratta di un quadro chiamato così perché ritrovato in mezzo a degli sterpi. Di solito, si trova nel santuario appena fuori città, verso sud, ma in due occasioni dell’anno viene portato in processione nell’abitato: il primo maggio, quando rimane per tutto il mese nella cattedrale di Barletta, e a luglio, quando ricorre la festa patronale. Si tratta di una tradizione antica e molto sentita dai cittadini, così com’è abitudine consolidata che ogni qualvolta la Madonna dello Sterpeto arrivi in città, la processione che la porta passi dallo stabilimento ora Timac Agro, e lì si fermi per una tappa e un momento di incontro con la popolazione, il sindaco e tutte le autorità locali.

Dopo di che, sostituiti anche gli otto portatori che hanno il compito di recare sulle spalle la preziosa icona, la Madonna riprende il suo tragitto verso il centro della città, fermandosi per una messa celebrata all’aperto in una piazzetta prima di approdare infine nella Cattedrale. Proprio per rendere onore a questa tradizione nella tradizione, nel 2010 i dipendenti dello stabilimento hanno chiesto e ottenuto il permesso di costruire una piccola edicola all’interno dell’area produttiva, nella quale custodire una riproduzione del prezioso quadro; inaugurato nell’ottobre dello stesso anno, questo angolo di sentita devozione è ora un ulteriore orgoglio dei lavoratori di Timac Agro, e della cittadinanza tutta.

Le piante di palma che si possono ammirare nella litoranea di Ponente e nella zona Patalini di Barletta sono state piantate grazie a un’iniziativa di Timac Agro. In seguito ai contatti con l’assessore alle attività produttive e turismo, Giuseppe Gammarota, i 45 alberi sono stati espiantati dall’area dello stabilimento Timac e reimpiantati nel novembre del 2015, su indicazioni del comune, nelle zone dove si trovano ora. Tutte le spese dell’operazione sono state coperte da Timac.

L’attività produttiva di Timac Agro determina benefici rilevanti per l’attività del porto di Barletta, dove transita la maggior parte delle merci movimentate dall’impianto: oltre 130 mila tonnellate di materie prime in ingresso e altrettante di prodotti finiti in uscita. Ciò rende l’azienda uno dei primi clienti del porto stesso.

Lo stabilimento Timac Agro di Barletta è stato visitato dall'ambasciatore da Fessahazion Pietros, ambasciatore di Eritrea in Italia. L'ambasciatore ha potuto constatare di persona processi produttivi "green", ossia verdi, eco-compatibili, e l'avanzamento tecnologico dei macchinari.

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