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Da redazione,

TIMAC AGRO Italia, filiale italiana del Gruppo Roullier, annuncia ufficialmente il lancio della terza edizione degli Innovation Awards Roullier, il concorso internazionale sull’innovazione dedicato allo sviluppo di soluzioni pionieristiche per un’agricoltura sostenibile. L’edizione 2025-2026 si concentrerà sul tema “Dal mare all’agricoltura: le risorse marine come soluzioni sostenibili e virtuose per l’agricoltura”, con l’obiettivo di promuovere progetti basati sulla ricerca applicata e sulla valorizzazione responsabile di queste preziose risorse. Il loro impiego a supporto della produttività agricola è l’intuizione che, più di 65 anni fa, ha dato vita a Groupe Roullier, che oggi promuove questo modello in tutto il mondo e attraverso la ricerca più avanzata. 

«Siamo orgogliosi di rappresentare l’Italia come una delle sette filiali ambasciatrici di questa iniziativa globale – dichiara Pierluigi Sassi, ad di TIMAC AGRO Italia – . Il nostro Paese possiede un ecosistema scientifico, accademico e imprenditoriale dinamico, che ben si presta a raccogliere questa sfida e a sviluppare soluzioni innovative in grado di avere un impatto concreto, sia a livello locale che internazionale». 

Il concorso prevede tre categorie di premi e si rivolge a realtà pubbliche e private, come università, centri di ricerca, start-up, studenti e organizzazioni non-profit. Il premio Exploration è destinato a progetti in fase di ricerca fondamentale o applicata, con un finanziamento fino a 300mila euro e una collaborazione scientifica con il Centro Mondiale dell’Innovazione del Gruppo Roullier. Il premio Scale up si rivolge a innovazioni con una prova di concetto già validata, e prevede 50mila euro e un supporto tecnico-industriale personalizzato. Il Premio Young Talent, dedicato agli studenti, premia idee innovative con 10mila euro e un programma di mentoring. 

«L’innovazione è da sempre nel nostro DNA. Con questa iniziativa vogliamo dare voce e supporto alle menti che stanno lavorando a soluzioni sostenibili, ispirate dal potenziale ancora inesplorato delle risorse marine – aggiunge Sassi –. L’agricoltura del futuro si costruisce oggi, con una visione che unisce scienza, ambiente e territorio». 

Le candidature agli Innovation Awards sono aperte fino al 15 settembre 2025

I finalisti saranno annunciati a gennaio 2026 e la cerimonia di premiazione si terrà a marzo del prossimo anno a Saint-Malo, in Francia. Le domande possono essere presentate tramite il sito ufficiale innovation-awards.roullier.com 

In linea con la missione degli Innovation Awards, Groupe Roullier, di cui TIMAC AGRO fa parte, è partner ufficiale del progetto Energy Observer: il primo catamarano al mondo completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Alimentato da un sistema ibrido che integra energia solare, eolica e idrogeno prodotto a bordo, Energy Observer è un laboratorio galleggiante per l’innovazione tecnologica e la transizione ecologica

Il Gruppo Roullier sostiene attivamente il progetto con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di tecnologie sostenibili per la mobilità marittima a basse emissioni. Nell’ambito di questa collaborazione, il Centro Mondiale dell’Innovazione Roullier sta organizzando una campagna di campionamento scientifico nelle acque italiane. 

L’ obiettivo della missione è individuare potenziali risorse naturali applicabili allo sviluppo di tecnologie agricole sostenibili ed efficienti. I risultati saranno condivisi con la comunità scientifica europea per contribuire all’avanzamento delle conoscenze globali in campo ambientale e agronomico. 

Il Gruppo Roullier sostiene un’agricoltura sostenibile basata su tre pilastri: efficienza agronomica, per aumentare la produttività con meno risorse; sostenibilità ambientale, riducendo l’impatto ecologico e favorendo l’economia circolare; vicinanza agli agricoltori, per sviluppare soluzioni su misura per i territori.

Da redazione,

 

 

Timac Agro Italia ha ricevuto segnalazioni di polveri di colore rossastro e ha immediatamente attivato le verifiche del caso, anche attraverso campionamenti. Al momento l’azienda esclude di essere all’origine di queste polveri che hanno caratterizzato l’area industriale ma ritiene opportuno effettuare controlli prima di esprimersi ancor più compiutamente. Nell’assicurare la piena disponibilità dell’impresa a qualsivoglia forma di accertamento da parte degli enti, Timac conferma alla cittadinanza la possibilità di recarsi presso lo stabilimento previo contatto con gli uffici e ribadisce collaborazione con comune, comitati e opinione pubblica per qualunque eventualità.

 

La Repubblica - 10 gennaio 2025:

https://bari.repubblica.it/cronaca/2025/01/10/news/invasi_da_polveri_inquinanti_provenienti_da_due_aziende_allarme_a_barletta_esposto_in_procura-423930243/

 

Barletta Viva - 10 gennaio 2025: 

https://www.barlettaviva.it/notizie/polveri-in-area-industriale-timac-escludiamo-coinvolgimento-ma-stiamo-attivando-accertamenti/ 

 

Da redazione,

 

 

 

Si è tenuto martedi 18 giugno presso lo stabilimento Timac Agro Italia di Via Trani, un incontro tra i rappresentanti dell’azienda di fertilizzanti per l’agricoltura, il comune e le associazioni ambientaliste.

“Timac - spiega il portavoce Andrea Camaiora - prosegue in un percorso intrapreso da tempo e nel quale l’azienda crede fermamente: dialogo, trasparenza e partecipazione. Per questo ci sembrava giusto mettere a disposizione i nostri tecnici per esporre i contenuti della domanda presentata agli enti di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia). Desidero ringraziare il sindaco Cannito e gli ambientalisti per aver immediatamente aderito. Il comune è partecipe mediante il proprio tecnico più competente, il dirigente del settore, e i più attivi rappresentanti delle associazioni che vigilano sulle tematiche ambientali nella Bat”.

 

Antenna Sud:

 

Amica9 Tv:

 

 

 

 

 

Da redazione,

 

 

Si è riunito mercoledì 15 maggio il tavolo permanente sull’ambiente promosso da Timac Agro Italia con i comitati ambientalisti di Barletta. 

L’incontro – svolto come già in precedenza nello stabilimento Timac di via Trani – è stato allargato a importanti attori istituzionali, in primis il comune, rappresentato dal sindaco Cannito e dall’assessore all’ambiente D’Alba, e una delegazione di Confindustria guidata dal neo presidente della sezione Bat, Michele Scarcelli. I lavori coordinati da Andrea Camaiora, responsabile relazioni esterne di Timac, hanno visto gli interventi, tra gli altri di Gianni Vetrugno, direttore dello stabilimento, e dei rappresentanti di Legambiente (Raffaele Corvasce e Ruggiero Scardigno), di Uniti per l’Ambiente (Sandra Parente, Gaia Merra e Gigi Cappabianca) e di Operazione Aria Pulita (Michele Cianci e Michele Alfredo Chiariello). 

Significativi i richiami da parte dei comitati: Michele Cianci ha affrontato da subito il tema della delocalizzazione delle aziende, impegno da ‘governare’ sul piano delle scelte politiche attraverso il nuovo PUG che è in discussione a Palazzo di Città e alle opportunità e agli strumenti resi possibili da Regione e Unione Europea. Timac ha escluso preclusioni e ha confermato la sua disponibilità a un confronto serio, concreto e fattivo sull’argomento quando ce ne saranno le condizioni e il sindaco ha giudicato queste considerazioni «un punto importante da cui partire». 

Sandra Parente ha parlato della necessità che tutte le aziende facciano la loro parte in un processo di trasformazione e ammodernamento il più possibile rapido. Gaia Merra ha posto l’accento sulla necessità di fare presto, pensando alle giovani generazioni, in primis ai bambini. Michele Alfredo Chiariello, salutando con favore le aperture mostrate dalla Timac in merito al PUG, ha invitato l'amministrazione comunale a operare in modo sollecito e ha auspicato che il progetto coinvolga anche le altre aziende collocate nell'area industriale. Raffaele Corvasce ha chiesto che Confindustria faccia la propria parte nella sensibilizzazione delle aziende associate sul tema della delocalizzazione e ha richiamato tutti a incontri sempre più concreti e fattivi. Gigi Cappabianca ha invece domandato se l’impianto di messa in sicurezza attivo nello stabilimento Timac possa essere replicato, se necessario, da parte di altre aziende, trovando da parte dei tecnici presenti un riscontro positivo. Cianci, Corvasce e Parente hanno poi espresso al sindaco Cannito l’auspicio che gli enti diano seguito ai risultati chiari ed evidenti emersi dalla seconda campagna di monitoraggio. Un monitoraggio CNR Arpa che esclude Timac quale responsabile dell’inquinamento della falda. 

La riunione si è conclusa con l’apprezzamento del sindaco Cannito all’esito dei lavori e alla loro prosecuzione e con la promessa di Andrea Camaiora che il tema già avanzato da Timac nei precedenti incontri, relativo all’impegno delle imprese associate a Confindustria di ridurre l’impatto di mezzi pesanti su via Trani, diventi uno dei principali punti all’ordine del giorno della prossima convocazione del Tavolo per l’Ambiente.

 

Antenna Sud: 

 

Amica9 Tv:

 

 

Da redazione,

Timac Agro Italia esprime soddisfazione per il confronto schietto, positivo e propositivo che si è svolto venerdì scorso al termine della conferenza stampa nella quale sono stati presentati i dati di CNR e ARPA che escludono Timac come fonte di inquinamento della falda dell’area industriale di Barletta.

 
In particolare con Michele Cianci, Presidente del Comitato Operazione Aria Pulita Bat e con il Presidente di Legambiente Barletta Raffaele Corvasce, si è convenuto sull’opportunità di un più fitto dialogo all’insegna della collaborazione tra i soggetti variamente attivi nella vigilanza e nella tutela dell’ambiente in città.

 
La conferenza stampa è stata altresì l’occasione per una visione puntuale dei dati della seconda campagna di monitoraggio con il Comune di Barletta rappresentato dal primo cittadino Dr. Cosimo Cannito e dal dirigente del Settore Ambiente Ing. Ernesto Bernardini.


Al termine dell’illustrazione dei dati, che mostrano per tutte le sostanze inquinanti la provenienza in falda dall’entroterra di Via Trani verso la Timac e da lì in direzione della costa, i partecipanti hanno potuto effettuare una visita dello stabilimento, che ha incluso la presentazione dell’impianto di messa in sicurezza operativa ambientale (MISO) implementato da Timac nel 2021, e che rappresenta oggi nell’area industriale di Barletta l’unico, anche se limitato nello spazio, strumento di trattamento delle acque contaminate con l’obiettivo di riportarle nel rispetto dei valori previsti dalla legge.

 
Resta impellente oggi più che mai, a fronte dei dati che sono stati tardivamente resi pubblici, e per rispetto nei confronti dei cittadini e delle risorse pubbliche spese per le due campagne di monitoraggio, che gli enti procedano con solerzia ai passi conseguenti nel rispetto della logica e della legge.

 

 

TgR Puglia: 

 

Da redazione,

I dati della seconda campagna di monitoraggio svolta da Cnr e Arpa hanno permesso di completare il quadro relativo allo stato della falda sottostante l’area industriale di Barletta, colmando, dopo tanti, troppi anni, le lacune della prima campagna, attraverso un’estensione dell’area oggetto di indagine.

 

Finalmente da questo studio emerge inequivocabilmente la presenza di sorgenti di inquinamento dell’area industriale ubicate a monte idrogeologico rispetto a via Trani.

Lo studio conferma, quindi, quanto sostenuto fin dal primo momento da Timac Agro, attraverso le ricerche svolte autonomamente dai nostri esperti. In particolare, lo studio ha dimostrato che sono presenti sorgenti della contaminazione da metalli pesanti (arsenico, cromo esavalente, nichel, selenio, tallio) e da fluoruri, nitriti, solfati e composti organoalogenati che arrivano dall’entroterra, aldilà di via Trani, al di fuori dell’area dello stabilimento Timac.

Nello specifico, in merito al Cromo VI, lo studio mostra come l’area impattata si sviluppi dai piezometri PN17b e PN15, posti a monte idrogeologico rispetto allo stabilimento Timac, fino ai piezometri PZ1 e PZ6 che rappresentano le acque in entrata allo stesso stabilimento Timac. Per quanto riguarda invece l’Arsenico, l’indagine mostra che la concentrazione massima misurata è in corrispondenza del piezometro PN17b, anch’esso ubicato a monte dello stabilimento Timac.

Il flusso di falda giunge, dunque, a via Trani inquinato fino a quando non incontra il nostro sistema di messa in sicurezza ambientale, richiesto dagli enti locali e implementato da Timac a partire dal 2021, che intercetta le acque di falda a valle dello stabilimento per poi trattarle e re-iniettarle a monte dello stesso (lungo Via Trani).

Timac Agro sottolinea: “Non possiamo dimenticare che lo stabilimento ha sfiorato la chiusura definitiva con il sequestro imposto sulla base di dati parziali e incompleti e che solo la caparbietà dei vertici aziendali e dei nostri consulenti ha consentito di evitare. Oggi esprimiamo soddisfazione constatando che anche questa volta quanto sempre dichiarato e sostenuto da Timac trova pieno riscontro negli esiti di questo secondo monitoraggio. Si tratta di dati che, come recentemente dichiarato in commissione ambiente di regione Puglia, sono esaustivi e non necessitano di ulteriori campagne di monitoraggio, ma noi e tutta la città abbiamo dovuto attendere quasi tre anni da quando è stato eseguito il campionamento perché fossero resi pubblici”.

“I dati del secondo monitoraggio ambientale - afferma l’Avv. Francesco Salvi, legale dell’azienda – dimostrano come non vi sia alcuna responsabilità di Timac nella contaminazione della falda. Per questo, ora che si conoscono i nuovi dati, continuare a riferirsi a quelli del precedente monitoraggio (2016) e alle determinazioni della Provincia di ben 8 anni fa è privo di alcun senso”.

Il professor Matteo Benozzo dichiara altresì: “Visti i dati pubblici e alla luce di tutte le verifiche e gli studi compiuti negli anni da Timac sotto il controllo e con validazione di Regione, Provincia, Comune e Arpa, è lecito aspettarsi ora la revoca delle due famose ordinanze, oramai definitivamente superate”.

 

TeleSveva:

 

Amica 9:

Telenorba:

Da redazione,

AGRICULTURA.IT (04/02/2022)

RIPALTA ARPINA (CR) – “Siamo sempre più focalizzati sulla realizzazione di tecnologie ispirate alla natura, che permettano di aumentare l’efficienza dei prodotti e ridurre il consumo delle materie prime.

In sintonia con la strategia europea e i nuovi bisogni degli agricoltori italiani, il nostro impegno è volto all’adozione di misure per la produzione di fertilizzanti che rispettino i criteri di sostenibilità ambientale e siano in grado di garantire reddito per le aziende agricole”.

Lo ha affermato l’amministratore delegato di TIMAC AGRO Italia Pierluigi Sassi, intervenendo al Forum CDO Agroalimentare 2022, il consueto appuntamento dedicato agli addetti del settore per confrontarsi sui temi dell’innovazione e del futuro del comparto agroalimentare.

“Il nostro modello di business – ha evidenziato Sassi – si basa su tre pilastri fondamentali, strettamente interconnessi fra loro: ricerca e sviluppo, flessibilità industriale e assistenza tecnica in campo con la nostra rete capillare di oltre 160 tecnici agronomi attivi su tutto il territorio italiano. Questo sistema è in grado di identificare i bisogni degli agricoltori e consente di proporre al mercato prodotti innovativi”.

L’azione della filiale italiana di Groupe Roullier, punto di riferimento mondiale nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti, con stabilimenti produttivi a Ripalta Arpina (CR) e Barletta, è in piena sintonia con le nuove strategie “Farm to fork” e “Sustainable agriculture” che rendono necessario un percorso di grande innovazione nel mondo della ricerca e delle imprese, al fine di massimizzare l’efficienza delle produzioni agrarie e sostenere i principi della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica.

“Per accompagnare la transizione stiamo lavorando per mettere a punto tecnologie ispirate alla natura che siano sempre più capaci di aumentare l’efficienza dei prodotti e di ridurre il consumo delle materie prime –ha aggiunto l’ad di TIMAC AGRO Italia – garantendo la massima espressione del potenziale genetico delle piante da nutrire. La nostra ricerca è impegnata a trovare fonti alternative di materie prime seconde per la nutrizione all’interno delle filiere agroalimentari e dei residui che esse producono”.

Su questo fronte, TIMAC AGRO Italia ha infatti già sviluppato la gamma di fertilizzanti Energeo, nell’ambito del progetto “Restituire Energia alla Terra”, in collaborazione con COPROB-Italia zuccheri, l’unica filiera di zucchero 100% italiano. Il progetto è finalizzato a creare prodotti per la nutrizione vegetale secondo i più avanzati principi di economia circolare. Un obiettivo raggiunto valorizzando i residui della trasformazione della barbabietola da zucchero con l’omonima tecnologia sviluppata dal Centro Mondiale dell’Innovazione del Gruppo Roullier, il più grande centro di ricerca privato in Europa nel campo della nutrizione vegetale e animale. Le parole di Sassi: “Valorizzare e ottimizzare per offrire soluzioni fertilizzanti avanzate alla aziende agricole: questo è nel concreto il nostro contributo per la transizione ecologica e l’agricoltura del futuro”.

Fra gli altri stimoli dobbiamo aggiungere l’impatto della trasformazione digitale che è stata fortemente accelerata dalla pandemia – ha incalzato Sassi – e che ha modificato il modo in cui si crea valore aggiunto. Stiamo lavorando anche allo sviluppo di sistemi digitali per il supporto alle decisioni che ogni giorno dobbiamo prendere per dare il meglio agli agricoltori italiani. La pandemia ci ha anche ricordato quanto l’agricoltura sia un asset strategico per il Sistema Paese – ha proseguito – e questo ha incrementato l’interesse degli investitori istituzionali nel campo dell’agribusiness, che stanno investendo sempre più nel settore. Anche i giganti dell’energia iniziano a considerare l’agricoltura un’opportunità per realizzare progetti di decarbonizzazione e lotta al cambiamento climatico.

Da redazione,

AFFARITALIANI.IT - Nonostante l’aumento dei prezzi delle materie prime e il rincaro delle bollette, che rischiano di provocare conseguenze rilevanti per l’industria e i consumatori, Timac Agro Italia continuerà la produzione e la commercializzazione di fertilizzanti. Questo a garanzia della continuità della filiera agroalimentare del Paese.

La filiale di Groupe Roullier garantirà così il costante approvvigionamento dei prodotti, grazie ai propri stabilimenti produttivi e all’impiego ottimale degli elementi nutritivi, anche attraverso logiche di economia circolare e conseguente riduzione degli sprechi. Timac Agro Italia può contare su tecnologie che consentono un impiego calibrato e responsabile delle risorse non inesauribili.

In virtù di ciò, a inizio 2021, l’azienda ha stretto con Coprob, la cooperativa capofila nel settore bieticolo saccarifero italiano, un accordo di partenariato volto a mettere a fattore comune competenze complementari per trasformare in fertilizzanti i sottoprodotti della produzione di zucchero da barbabietole, le cosiddette “calci di defecazione”.

Il gruppo, avvalendosi del supporto del Centro mondiale dell’innovazione (Cmi) Roullier, il più grande centro di ricerca privato a livello europeo, ha sviluppato così la tecnologia Energeo studiata per aumentare l’efficienza dei nutrienti, la conservazione e rigenerazione della sostanza organica, l’attivazione della fisiologia delle piante e per preservare l’equilibrio energetico del suolo.

Oltre a processi produttivi efficienti è significativa la caratteristica distintiva dell’azienda che è quella di fare sistema con e per il territorio.
“Se un anno fa avevamo l’esigenza precipua di intraprendere un’azione volta a salvaguardare la continuità della filiera agroalimentare nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria, ora il settore deve fronteggiare le criticità dettate dalla scarsità di materie prime, le relative speculazioni finanziarie e i conseguenti rincari che non risparmiano alcuna commodity. Per questo, oggi più che mai, è necessario un virtuoso gioco di squadra fra tutti gli attori in campo per vincere la sfida del futuro. Noi ci muoviamo da sempre nella direzione di un business sostenibile nel campo nella nutrizione vegetale e crediamo nel territorio, nelle nostre risorse umane e in una produttività che coniuga tradizione e innovazione” sostiene Pierluigi Sassi, amministratore delegato di Timac Agro Italia.

Negli ultimi giorni si sono registrati segnali allarmanti da parte di alcune multinazionali dei fertilizzanti in Europa e nel Regno Unito.
Basti pensare al gruppo americano CF Industries Holdings Inc, quotato a Wall Street, che ha dichiarato di sospendere le operazioni nei due siti inglesi di Billingham e Ince, a causa dell'aumento dei prezzi del gas naturale.

O all’annuncio del taglio del 40% della produzione nel Vecchio Continente da parte di Yara, uno dei principali produttori a livello mondiale di ammoniaca e primo operatore italiano del settore.

Un fatto che non scalfisce in alcun modo l’operatività delle due unità produttive di Timac Agro Italia, a Ripalta Arpina (CR) e Barletta (BT). Entrambe si rivolgono sia al mercato nazionale che all'esportazione. La rete commerciale dell’azienda altamente formata e qualificata, è distribuita in modo capillare su tutto il territorio nazionale, con oltre 150 tecnici in grado di visitare più di 6 mila aziende agricole ogni settimana.

“Questa è la nostra forza, una forza che coopera con gli agricoltori italiani per garantire l’affidabilità della filiera agroalimentare, col suo patrimonio di varietà, qualità e sicurezza-conclude Sassi –Il nostro impegno risulta essenziale ancor più in questa congiuntura storica eccezionale, per consentire la continuità della filiera e assicurare che i prodotti agricoli continuino ad arrivare dai campi alle tavole anche nel 2022”.

Da redazione,

RIPALTA ARPINA - Timac Agro Italia, azienda leader nel settore della nutrizione vegetale con stabilimento a Ripalta Arpina, e la Fondazione Cmcc - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici hanno stipulato un accordo di collaborazione scientifica sui temi dell'agricoltura mediterranea e del cambiamento climatico. La partnership triennale punta alla costruzione di agrosistemi resilienti, nel quadro globale degli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite. «Questo accordo - dichiara l'amministratore delegato di Timac Agro Italia, Pierluigi Sassi - conferma il nostro im pegno in favore di un'agricoltu ra efficiente e sostenibile. Una missione che, da anni, guida costantemente il nostro agire e che oggi, grazie alla collaborazione con il Cmcc, può esprimersi in una nuova e più ampia prospettiva, rivolgendosi non solo alla comunità scientifica e agli addetti ai lavori del settore, ma anche ai più giovani e alla società in generale». Per il presidente del Cmcc, Antonio Navarra, «l'accordo è in linea con le strategie della Fondazione nell'impegno a fornire dati e informazioni prodotti da una rigorosa ricerca scientifica, su tematiche legate all'agricoltura sostenibile del Mediterraneo». Nel concreto, l'accordo darà vita a numerose attività di ricerca scientifica, divulgazione e formazione, su colture mediterranee come olivo, frumento e vite. Tra le attività oggetto dell'accordo si citano: svolgimento di esercitazioni tesi, progetti e convegni; pubblicazioni scientifiche, ricerche e studi, anche per completare le attività didattiche; partecipazione a progetti di ricerca e richieste di finanziamento a livello regionale, nazionale ed europeo, tramite la partecipazione a bandi del Programma operativo nazionale, del Fondo sociale europeo odi altri programmi di comune interesse; forme di collaborazione con altre Università, centri di ricerca e istituti pubblici e privati; promozione di conferenze, incontri, seminari e scambi culturali nel campo della ricerca applicata e della cooperazione in campo agricolo; finanziamento diborse di studio per ogni forma di attività didattica e di borse di dottoratoe post-dottorato.

L'AZIENDA È LA FILIALE ITALIANA DEL GRUPPO ROULLIER • RIPALTA ARPINA Timac Agro Italia, dal 1991 filiale italiana del gruppo fran cese Roullier, punto di riferimento mondiale nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti, opera anche in Italia con la sua rete di oltre 150 tecnici agronomi che, ogni giorno, visitano le aziende agricole su tutto il territorio nazionale, offrendo assistenza tecnica in materia di nutrizione vegetale. La tecnologia dei prodotti Timac Agro Italia è il risultato dell'attività del Centro Mondiale per l'Innovazione (C.M.I.) del Gruppo Roullier, il più grande centro di ricerca privato in Europa dedicato alla nutrizione vegetale e animale.