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Da redazione,

“Quest’anno, in occasione della firma del memorandum d’intenti con Federbio, avevamo preso l’impegno come Gruppo Roullier e Timac Agro Italia di presentare al mercato una linea di fertilizzanti dedicati interamente a incrementare la produttività delle coltivazioni nel settore biologico: oggi possiamo dire di aver mantenuto la promessa”. Così Pierluigi Sassi, vice presidente del Gruppo Roullier, presentando la linea ‘Innovabio’ di Timac Agro al seminario in corso a Bologna, presso Fico, in compagnia di Paolo Carnemolla (presidente Federbio), Claudio Gallerani (presidente CoproB), Raffaele Maiorano (presidente Confagricoltura Giovani), Gianluca Ferrari (vice presidente Granlatte) e Giovanni Panzeri (direttore MDD Carrefour Italia).

La multinazionale francese, leader nel campo della nutrizione vegetale e animale con oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato e 8.000 dipendenti, ha scelto l’Italia per la presentazione mondiale di Innovabio. L’occasione è stata offerta dal seminario in corso a Fico, dedicato alla “nuova sfida per un bio produttivo”, in cui i rappresentanti dei principali player del settore biologico hanno sottolineato come il rafforzamento della filiera, l’innovazione e le competenze siano fondamentali per aumentare la produttività nel campo dell’agricoltura biologica. Innovabio è la risposta di Roullier e di Timac Agro alle nuove sfide del bio, su tutte le colture. La filosofia di fondo di Innovabio è proprio quella di puntare alla produttività attraverso l’innovazione, tanto da coniare il neologismo “bioproduttività”.

“Assistiamo al grande sviluppo del biologico come fenomeno di massa – ha spiegato Pierluigi Sassi – e questo ha determinato importanti investimenti del nostro Gruppo in questo campo. Nel mercato bio la strategia di filiera assume una rilevanza fondamentale e i partenariati che abbiamo siglato negli ultimi mesi con i principali player del settore agroalimentare del nostro Paese assumeranno per noi ancora maggiore importanza. La nostra convinzione è che le chiavi per rispondere alla sfida dello sviluppo del bio vadano individuati nella tutela dei valori e nell’innovazione, con la definizione di prodotti tecnologicamente avanzati”.

“Verrà il momento di presentare le caratteristiche tecniche agronomiche dei nostri prodotti – ha aggiunto Sassi – ma oggi con il Gruppo Roullier teniamo a presentare in anteprima mondiale in Italia una soluzione che è stata resa possibile grazie al supporto offerto al nostro gruppo dal Centro Mondiale dell’Innovazione di Saint Malo (Francia) e dal network di istituti universitari di fama internazionale ad esso collegati”.

“A ciò si aggiunge – ha concluso Pierluigi Sassi – il modello di business unico di Roullier che grazie alla rete commerciale con i migliori tecnici specializzati, formati in maniera permanente e ora anche in modo specifico sul bio con la collaborazione con Federbio e Accademiabio, con i prodotti Innovabio aiuta gli agricoltori a ottenere suoli più pronti e reattivi, che sono la base fondamentale per una elevata produttività in agricoltura biologica”.

Scarica l'allegato per leggere l'articolo completo pubblicato da Agrisole il 18 ottobre 2018

Da redazione,

Una partnership all’insegna dell’innovazione e della promozione del biologico tra due player del settore agroalimentare: FederBio, Federazione nazionale di organizzazioni fondata nel 1992 con l’obiettivo di tutelare e favorire lo sviluppo di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, e Groupe Roullier Zone Italie, holding Italiana del Gruppo Roullier, leader mondiale nel campo della nutrizione vegetale e animale con oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato e 8.000 dipendenti.

Sulla base dell’accordo strategico, Groupe Roullier (con i suoi marchi Timac Agro Italia e Timazootec) e FederBio collaboreranno per promuovere la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica attraverso lo sviluppo di nuove soluzioni, con l’obiettivo di migliorare la produttività e la competitività delle aziende agricole e zootecniche attive nel settore. In questa sfida, il Gruppo Roullier si avvarrà delle innovazioni derivanti dall’attività del Centro Mondiale dell’Innovazione, il più grande centro di ricerche privato d’Europa dedicato alla nutrizione, inaugurato dal gruppo francese a Saint-Malo nel 2016.

L’accordo prevede, inoltre, la messa a punto di un’attività formativa specifica e certificata, curata da FederBio attraverso la sua Accademia Bio, dedicata agli esperti di Timac Agro Italia e Timazootec. Grazie a quest’iniziativa particolarmente innovativa per il settore, i tecnici del Gruppo Roullier potranno assicurare l’assistenza nutrizionale più qualificata anche alle aziende agricole che operano in regime di biologico.

“Siamo lieti – dichiara Pierluigi Sassi, vicepresidente di Groupe Roullier Zone Italie – di poter contribuire con il supporto di FederBio allo sviluppo dell’agricoltura biologica, un settore sempre più strategico per l’agroalimentare italiano e sempre più apprezzato dai consumatori. Il protocollo che abbiamo siglato impegna il Gruppo Roullier a presentare nel più breve tempo possibile al mercato italiano le soluzioni più innovative, capaci di coniugare i valori del biologico con le aspettative produttive degli operatori, fornendo così nuovi strumenti per affrontare questa nuova sfida per le filiere agroalimentari: il Bio come fenomeno di massa”.

“Siamo soddisfatti di aver avviato questa importante collaborazione con un’azienda di rilievo internazionale come Groupe Roullier Zone Italie che ha deciso di investire in maniera significativa nel biologico. Metteremo a disposizione tutto il nostro know how per supportare efficacemente i suoi tecnici nello sviluppo di soluzioni innovative tese a ottimizzare la produttività e competitività delle aziende agricole e zootecniche attive nel settore, con assoluto rispetto anzitutto dei principi fissati nella normativa europea dell’agricoltura biologica e dell’approccio agroecologico che ne è alla base”, ha commentato Paolo Carnemolla, Presidente FederBio.

 

"Biologica e hitech: Federbio e Groupe Roullier portano l’innovazione nei campi". Clicca qui per leggere l'articolo del Sole 24 Ore

 

Da redazione,

Riapre lo stabilimento Timac di via Trani, per adempiere agli impegni assunti nel tavolo di lavoro con la procura coordinato dalla pm Curione e promosso dal sindaco Cannito il 20 luglio

“Abbiamo dato l’avvio alle ispezioni per la verifica della continuità dello strato argilloso tra ceneri di pirite e falda - si legge in un comunicato dell’azienda - e stiamo effettuando una triplice verifica: elettrica, sismico/fisica e infine 9 carotaggi. La fase dei sondaggi durerà circa quindici giorni e altrettanto sarà necessario per operare le elaborazioni scientifiche che ci consegneranno gli esiti, dunque, entro fine settembre”.  

“In parallelo - spiega ancora Timac - stiamo procedendo allo studio di fattibilità per operare il barrieramento idraulico del flusso di falda che proviene dall’esterno dello stabilimento. Tutto sarà pronto entro il 30 novembre, come da impegni assunti in procura, di fronte alla dottoressa Curione, anche se l’azienda sta operando con sollecitudine per anticipare se possibile la scadenza fissata".

“Frattanto - prosegue la nota Timac - hanno trovato reimpiego i primissimi lavoratori che sono impegnati nel supportare le verifiche geofisiche e nel controllare il perfetto funzionamento dei macchinari dello stabilimento dopo il blocco di tre mesi delle attività. Iniziamo con la manutenzione degli impianti e speriamo di poter ripartire il prima possibile, progressivamente, tra settembre e ottobre. Non sarà facile. Lo stabilimento è rimasto chiuso tre mesi e molto dipenderà dal mercato e dunque dagli ordini che giungeranno. Per questo, in accordo con sindacati e parti sociali, sta per essere avviato l’iter finalizzato alla procedura di cassa integrazione ordinaria e in parallelo c’è lo sforzo di tutta la società, se ci saranno le condizioni, a riportare nel più breve tempo possibile lo stabilimento di via Trani a piena occupazione”.

 

Tele Sveva

 

Amica9tv:

 

Telenorbahttp://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=55307

Da redazione,

Il gip del Tribunale di Trani, la dottoressa Lucia Anna Altamura, ha nuovamente concesso la facoltà d’uso dello stabilimento Timac di Via Trani. Nelle prossime settimane, l’azienda sarà impegnata a effettuare tutte le verifiche e manutenzioni per ripartire al meglio dopo il fermo temporaneo dello stabilimento. L’impianto di Barletta sarà nuovamente nelle condizioni di accogliere ordini e, se vi saranno le condizioni di mercato, come auspichiamo, di ripartire con la produzione”. È quanto dichiara in una nota il responsabile delle relazioni esterne dello stabilimento di via Trani, Andrea Camaiora.

“Sul fronte ambientale – prosegue la nota – Timac è determinata a rispettare gli impegni assunti in occasione del tavolo promosso dal sindaco Mino Cannito e concesso dalla pm Silvia Curione, per addivenire a una soluzione verificata sul piano tecnico-scientifico che potrà poi essere validata dagli enti nelle opportune sedi”.

“L’azienda – conclude Camaiora – esprime un ringraziamento nei confronti di tutti coloro che hanno agito con senso di responsabilità, impegnandosi anche oltre gli stretti formalismi. In questo senso, un particolare apprezzamento va al sindaco Cannito, alla pm Curione e alla gip Altamura”.

Scarica l'allegato per leggere l'articolo completo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 26 luglio 2018

Da redazione,

Un finanziamento di 50 milioni di euro della Banca europea degli investimenti (BEI) sosterrà le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Roullier, multinazionale francese che con oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato e 8.000 dipendenti è leader nel campo della nutrizione vegetale e animale. Roullier è il primo beneficiario del nuovo programma di finanziamenti per l’agricoltura e la bioeconomia, da 1 miliardo di euro, lanciato dalla BEI lo scorso aprile e sostenuto dal piano Juncker, un programma rivolto alle cooperative e alle imprese di tutta Europa. Il gruppo bretone è presente nel nostro Paese con la holding “Groupe Roullier Zone Italie”, guidata dal manager italiano Pierluigi Sassi, che comprende, tra le altre, le business unit Timac Agro Italia e Timazootec.

Il contributo è stato ufficializzato nei giorni scorsi a Saint-Malo, dove ha sede il Centro Mondiale dell’Innovazione, il più grande centro di ricerche privato d’Europa dedicato alla nutrizione, inaugurato dal gruppo francese nel 2016. Il prestito della BEI servirà a finanziare le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Roullier, con l’obiettivo di migliorare il portafoglio prodotti, la ricerca di nuove aree di applicazione adattate alle esigenze nutritive di piante e animali, nonché l’adattamento dello strumento di produzione. Le attività di ricerca saranno condotte principalmente nel Centro Mondiale dell’Innovazione a Saint-Malo e nel Centro di studi e ricerca applicata (CERA) con sede a Dinard.

La BEI, e attraverso di essa, l’Europa, è lieta di poter accompagnare il Gruppo Roullier nell’implementazione della sua strategia di innovazione per lo sviluppo di una nutrizione animale e vegetale rispettosa dell’ambiente”, ha affermato Ambroise Fayolle, vicepresidente della BEI.

Siamo orgogliosi di essere la prima azienda a beneficiare di questo finanziamento da parte della BEI, un vero riconoscimento del nostro investimento per quasi 60 anni nell’innovazione”, ha dichiarato Sébastien Chauffaut, presidente del comitato esecutivo del gruppo Roullier. “Il finanziamento ci consentirà di continuare e accelerare i nostri progetti di ricerca di nuovi prodotti e processi innovativi, il tutto con l’obiettivo di promuovere un’agricoltura sostenibile”.

Anche Phil Hogan, commissario Ue per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, si è felicitato della firma dell’accordo:  “L’accesso ai finanziamenti per le attività di ricerca e sviluppo di gruppi come Roullier è un esempio di come l’Ue possa svolgere un ruolo importante nel sostenere l’economia rurale europea”.

Qui per leggere l'articolo pubblicato di Italia Oggi, il 4 luglio 2018

Da redazione,

Il meglio dell’innovazione e della ricerca scientifica mondiale nella nutrizione vegetale al servizio delle filiere agricole e alimentari. Sono stati assegnati oggi, giovedì 28 giugno, gli “Innovation Awards Groupe Roullier 2018”, i premi del concorso internazionale lanciato dal Gruppo Roullier, multinazionale francese che con oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato e 8.000 dipendenti è leader nel campo della nutrizione vegetale e animale, riservato ai migliori progetti di ricerca e sviluppo nel campo della nutrizione delle piante e del suolo elaborati dai ricercatori delle università ed enti di ricerca di tutto il mondo.

Ben 63 i progetti pervenuti all’attenzione del comitato scientifico da 26 Paesi (dall’Europa all’Africa, dall’America all’Asia), incentrati sui cinque temi oggetto della competizione: nutrizione vegetale; sostanze naturali, vegetali e marine; ‪vita e scienza del suolo; ‪biostimolazione e biocontrollo; biotecnologie e ingegneria delle colture.

I vincitori dell’edizione 2018 sono l’italiana Laura Zanin (Università degli Studi di Udine) e l’austriaco Walter Wenzel (Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna). I due migliori progetti sono stati premiati con una borsa di ricerca di durata annuale di 60.000 euro ciascuna. La premiazione è avvenuta al Centro Mondiale dell’Innovazione di Saint-Malo, il più grande centro di ricerche privato d’Europa dedicato alla nutrizione inaugurato dal gruppo francese nel 2016.

La premiazione è stata preceduta da una conferenza che ha visto la partecipazione di alcuni tra i principali esperti in materia di agricoltura, nutrizione vegetale e ambiente: Heitor Cantarella (direttore dell’Agronomic Institute di Campinas), Nicolaus Von Wiren (direttore Department Molecular Plant Nutrition presso il Leibniz Institute of Plant Genetics and Crop Plant Research), Christophe Salon (research director di INRA) e Michele Morgante (direttore scientifico Istituto di Genomica Applicata).

Alla premiazione hanno partecipato Sébastien Chauffaut (presidente dell’executive board del Gruppo Roullier), Ambroise Fayolle (vicepresidente della Banca europea degli investimenti) e il sindaco di Saint-Malo, Claude Renoult.

“Il nostro gruppo si conferma leader a livello europeo nell’innovazione – dichiara Pierluigi Sassi, vicepresidente di Groupe Roullier Zone ItalieCrediamo nel fatto che il progresso scientifico e tecnologico non debba avere frontiere per sviluppare, anche in agricoltura, soluzioni sempre più avanzate ed efficienti. Siamo orgogliosi che alcune delle più eminenti figure dell'università italiana - penso tra gli altri al prof. Michele Morgante, presidente della società di genetica agraria italiana - abbiano accolto l'invito a partecipare alla premiazione di questo concorso internazionale promosso dal gruppo Roullier e che proprio una ricercatrice italiana, Laura Zanin dell'università di Udine, sia una dei due vincitori del premio”.

Da redazione,

Questa mattina un dipendente di Timac Agro è stato assalito da altri dipendenti. La persona, aggredita verbalmente e fisicamente per ben due volte, in presenza delle forze dell’ordine e di operatori dell’informazione, era stata incaricata dall’azienda di entrare in stabilimento – su autorizzazione dell’autorità giudiziaria – solo e soltanto per verificare il corretto funzionamento dell’impianto di messa in sicurezza ambientale della falda. Questo anche perché, nell’ultima conferenza di servizi del 5 giugno, la Regione ha espressamente chiesto all’azienda di monitorare l’effettivo funzionamento del cosiddetto “pump & stock”.

Non è in alcun modo ammissibile l’uso della forza, della violenza, delle offese e delle minacce, come è accaduto purtroppo in via Trani.

Da redazione,

“A totale dimostrazione dell'impegno e del comportamento responsabile della Timac nei confronti dei lavoratori, della comunità locale e delle amministrazioni pubbliche, è importante ricordare che negli ultimi tre anni sono stati spesi a Barletta 4 milioni di euro per coniugare l’attività imprenditoriale, i posti di lavoro e la tutela dell’ambiente, implementando procedure di messa in sicurezza operative definite e concordate con gli enti in numerose conferenze di servizi e, ancora, puntando sullo sviluppo futuro innovando le infrastrutture industriali dello stabilimento di via Trani”. E’ quanto si legge in una nota di Timac Agro Italia.

Nonostante tutto ciò – prosegue la nota – la procura ha inteso rafforzare il suo già pesantissimo provvedimento cautelare revocando la facoltà d’uso dello stabilimento, sulla base di una perizia tecnica che ancora una volta sembrerebbe non tenere conto dei dati più aggiornati, sembrerebbe disconoscere tutte le attività messe in atto dall’azienda e approvate dagli enti preposti in materia di messa in sicurezza operativa oltre a non considerare la ferma volontà, espressa dall’azienda in tutti i modi, di volersi adoperare concretamente per risolvere il problema dell’inquinamento storico”.

“Come sempre detto – continua la nota – anche in questa nuova situazione, l’azienda mantiene fermo l’impegno preso da tempo con opinione pubblica ed enti locali e non si sottrarrà alla promessa di bonificare un sito che presenta un inquinamento in parte storico (dovuto a precedenti gestioni societarie) e in parte esterno allo stabilimento. Per tale ragione in queste ore abbiamo già interpellato l’Arpa per definire procedure concordate per la bonifica del sito”.

“Purtroppo – conclude Timac – siamo consapevoli che tutto questo non risolverà i problemi ambientali di Barletta e tantomeno dell’area industriale, come dimostrato dallo studio CNR trascurato da 684 giorni”.

Da redazione,

Il Tribunale di Trani sospende la facoltà d’uso dello stabilimento Timac. Si tratta di un provvedimento immediatamente esecutivo, che ha effetto dal primo maggio e che i legali dell’azienda giudicano totalmente incoerente con le numerose decisioni che lo stesso Tribunale, nella persona della giudice Angela Schiralli, aveva ripetutamente assunto”. E’ quanto si legge in una nota di Timac Agro Italia.

Se per due anni non c’è stato rischio per l’ambiente e per la salute, e tale condizione non è in alcun modo cambiata, come dimostrano tutti i rilievi effettuati per parte pubblica da Arpa e per parte privata dalla società Amec, questa decisione appare come un fulmine a ciel sereno. Infatti – prosegue la nota – Timac ha sempre ottemperato a tutto quanto è stato deciso nelle conferenze di servizi partecipate dagli enti locali e alla luce di un tavolo di confronto tra i tecnici della procura e quelli dell’azienda, per porre rimedio all’inquinamento storico causato dalle precedenti amministrazioni societarie dello stabilimento, così come sottolineato dalla stessa magistratura nel suo provvedimento”.

Timac – continua la nota – farà il possibile per garantire la continuità delle operazioni di messa in sicurezza dell’area (ad esempio, il pump and treat) già attivate in accordo con gli enti preposti. A far data dal primo maggio l’attività dello stabilimento sarà sospesa e i dipendenti non saranno chiamati a svolgere la propria attività lavorativa, salvo nuova comunicazione da parte dell’azienda, ma continueranno a essere regolarmente retribuiti”. 

Nel merito del provvedimento assunto dalla magistratura locale – conclude Timac – l’azienda è non solo più determinata che mai a far valere le proprie ragioni, ma è certa di dimostrare un operato corretto e specchiato”.

Da redazione,

Timac Agro Italia è tra le imprese motrici in grado di trainare la ripresa della Regione Puglia. A sostenerlo, in un approfondito intervento pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno, il professor Federico Pirro, docente di Storia dell'Industria e di Storia dell'Industria editoriale contemporanea nell'Università Aldo Moro di Bari.

Secondo il professore, è necessario smentire il pregiudizio secondo cui la Puglia sia “irrimediabilmente segnata dal sottosviluppo e da una desertificazione industriale, con il relativo collasso dell’apparato di produzione manufatturiera”. La Puglia infatti, come ricorda Pirro, è divenuta ormai una delle maggiori aree economiche del Paese. Nel 2016 è risultata la terza regione del Sud, dopo Campania e Sicilia, per il Pil, pari a 70,8 miliardi e valore aggiunto del totale delle attività economiche (65 miliardi), risultando la nona in Italia per gli stessi indicatori. Nel 2015 – considerando gli ultimi dati consultabili - la Puglia è stata la 4° nel Paese per il valore aggiunto dell’agricoltura e l’8° per quello del settore industriale.

Nell’articolo sono passati in rassegna tutti i principali siti produttivi del territorio: dall’acciaio all’agroalimentare, dall’aerospazio all’automotive, dalla chimica di base all’Ict. Tra questi emerge - al fianco di Ilva, FPT, Princess Mitsubishi e Leonardo -  Timac Agro Italia.

L’azienda, che dal 1991 produce e commercializza fertilizzanti, fa capo alla multinazionale francese Roullier. Nel suo stabilimento produttivo a Barletta dà lavoro a 268 persone. Fiore all’occhiello dell’attività di Timac Agro Italia è il concetto di fertilizzazione sostenibile, realizzato in modo che gli elementi minerali siano interamente assorbiti dalle radici senza rimanere nel suolo e quindi senza produrre inquinamento.

Insomma in Puglia la ripresa c’è, anche grazie agli investimenti internazionali che hanno creato decine di migliaia di posti di lavoro. E Timac ne è protagonista attiva.